Amore Criminale – Storia di Valentina e Claudia
La terza puntata di “Amore Criminale” andata in onda il 28 luglio 2010 ci stupisce ancora una volta. Infatti Camila Raznovich racconta la storia di un uomo il cui più grande desiderio era quello di diventare donna. Cosimo infatti si faceva chiamare da tutti Valentina.
Cosimo si trasferisce a Torino con il fratello dividendo con lui il sogno di diventare donna, e da quel giorno Cosimo diventa Valentina. La nuova vita di Valentina ora però dipende dalla prostituzione, che le porterà tanto denaro. La sorella maggiore dei due li ospita a Torino. La trasformazione delle due è avvenuta pian piano. La sorella maggiore è l’unica della famiglia che riesce ad accettare questo cambiamento e in quei mesi si lega molto alla sorella Valentina. Valentina diventa una donna molto bella che si fa notare, alta, mora, con delle labbra carnose e un grande seno.
Pian piano i rapporti con la famiglia d’origine iniziano a ricucirsi, soprattutto grazie ai soldi che Valentina e la sorella mandano alla casa che hanno a Molfetta. Valentina diventa sempre più bella e molti la desiderano. Valentina e la sorella con cui è salita a Torino non possono che essere felici. Tutto andava come doveva andare fino a quando, purtroppo, inizia la tragedia.
Una sera, Valentina e la sorella litigano e subito dopo che le due fanno pace la sorella di Valentina sale su una macchina di due giovani clienti, precedentemente rifiutati da un’altra transessuale. Nella macchina i due ragazzi hanno una pistola. La ragazza però rimane calma, non viene allertata dalla presenza di questa. Quando i tre si appartano lei inizia tranquillamente a spogliarsi e inizia a provocare i due. Il ragazzo che si trovava nel sedile posteriore però stava giocando con la pistola. Questo avrebbe dovuto allertare la ragazza. I ragazzi le sparano e scaricano il suo corpo nella stradina dove si erano appartati. Nella notte di San Valentino la sorella di Valentina a soli 30 anni viene uccisa. I ragazzi vengono condannati uno a due anni e 6 mesi per omicidio, l’altro per un anno, per detenzione d’armi. Valentina e Agnese, la sorella maggiore, rimangono sconcertate da ciò che è successo ma reagiscono in modo diversi. Valentina non riesce ad uscire di casa e Agnese va tutti i giorni all’obitorio.
Dopo poco Valentina conosce un uomo di cui s’innamorerà, Umberto. Un uomo con dei piccoli precedenti penali, violento, egocentrico, convinto della sua bellezza e del suo carattere, che cambia sempre lavoro, che non riesce a trovare un suo posto nel mondo, che fallisce continuamente e che non riesce a risolvere i propri problemi economici, almeno prima di incontrare Valentina. Umberto è più giovane di Valentina di 9 anni. Lui le riserva tantissime attenzioni e saranno proprio queste che la faranno innamorare. Forse per Valentina in quel momento iniziava un grande e tanto atteso sogno, il sogno di trovare l’amore.
Pian piano Umberto inizia a diventare con Valentina morboso e possessivo. Valentina non è più libera come prima.
I due vivono insieme ma Valentina non lascia mai le chiavi di casa ad Umberto che è costretto ad aspettare per ore Valentina fuori dalla porta di casa. Un giorno i due litigano e un vicino sente la frase “se io sono una prostituta tu sei un mantenuto”, in quanto era lei a pagare tutte le spese. Ormai Valentina è convinta che il suo compagno stia con lei solo per denaro. I due litigano sempre, i vicini non fanno altro che sentire urla.
Il primo maggio del 1995 è la data dell’ultimo giorno di vita di Valentina. La mattina Valentina chiama Agnese per dirle che doveva parlarle di qualcosa di importante, ma quel pomeriggio Valentina non riesce ad arrivare da Agnese poichè a casa c’è stato l’ennesimo litigio con Umberto nel quale lei gli dice che la loro storia era finita e che lui doveva andar via da quella casa che apparteneva solo a lei. Umberto, infuriato dalle parole di Valentina, aggredisce la compagna e riesce a sopraffarla grazie alla sua forza fisica. La uccise soffocandola. Quella notte Umberto decide di mettere il corpo di Valentina dentro un telo di plastica, lo chiude con una corda, ma prima di uscire di casa per sbarazzarsi del corpo cerca i soldi che Valentina gli ha sempre nascosto. Trova i soldi che sono nascosti ovunque. Subito dopo carica il corpo in macchina e si dirige fuori da Torino in una zona isolata che lui conosceva bene. Arrivati in questo posto Umberto scarica il corpo dalla macchina e lo butta giù da un pendio. Una mossa ben pensata in quanto quel posto era stato adibito ad una discarica e nel quale nessino si trova mai, neanche per caso. Così Umberto si libera di un amore troppo scomodo, di un amore disperato.
La prima a preoccuparsi della scomparsa di Valentina è Agnese, la sorella. La cerca tra gli amici, i parenti, i colleghi, ma niente, nessuno l’ha vista nè sentita.
Quando la polizia entra nella casa di Valentina trovano milioni e milioni delle vecchie lire. Vedendo lo stato della casa la polizia s’insospettisce e intuisce subito l’omicidio.
L’indagine per la morte di Valentina nasce con un mese di ritardo.
Nell’interrogatorio Umberto è evasivo, ma non perde il suo sangue freddo, perchè sa che non ci sono prove per incriminarlo. Umberto però ha detto alla cugina che aveva buttato il corpo di Valentina da un burrone. Il corpo viene in seguito localizzato da un cacciatore grazie al fiuto del suo cane, ma la polizia non riesce a ritrovare il corpo, inizia così la ricerca del cadavere di Valentina.
Le ricerche non portano a niente ma ci fu una svolta nelle indagini poco dopo. Questa svolta è determinata dalla confessione di Umberto a due cugine, Marta e Beatrice. Così si sparse la voce. Le due cugine vennero interrogate, e tra le due a cedere e stata Beatrice. Così la polizia riuscì finalmente ad accusare Umberto e ad intraprendere un processo lunghissimo penalizzato dal mancato ritrovamento del cadavere. Dopo dodici anni Umberto rivela il luogo in cui ha buttato il corpo di Valentina. Il corpo viene finalmente ritrovato. Sullo scheletro che sembra mummificato viene ritrovato un braccialetto che Valentina indossava il giorno dell’omicidio. Tutti rimangono colpiti da un particolare: le protesi dei seni di Valentina sono rimaste intatte. Finisce così la triste storia di Valentina, ovvero di Cosimo, “una donna nata uomo”. Una donna determinata e decisa a vivere a modo suo.
La terza puntata di Amore Criminale non si ferma a questa tragina storia. La seconda parte del programma infatti è dedicata a Claudia, una ragazza che ha subito delle violenze da una mago.
A raccontare la sua storia è proprio Claudia. Un’infanzia triste, segnata soprattutto dalla malattia della madre, una malattia che la porta ad avere un ictus che la rende dipendente dai familiari. Segnata da ciò Claudia si fa trasportare dalla paura del suo dolore e pone la sua vita nelle mani di un mago. Lui diceva di aver preso a cuore il suo caso. Non si fa pagare, vuole solo una cifra simbolica, una moneta da 100 lire. Claudia è plagiata da questo mago e non riesce a fidarsi di nessun altro all’infuori di lui. Il mago si fa risentire, le dice di comprare della biancheria intima da bruciare durante un rito. Il vuoto che apparteneva alla vita di Claudia viene colmato da questo mago che riesce come ad ipnotizzarla.
All’improvviso il mago cambia atteggiamento, è più autoritario, si fa vedere scontento della biancheria che lei ha comprato. Questo atteggiamento ha un duplice scopo: quello di farle fare tutto quello che lui richiede e quello di avvicinarla al sesso. Per diversi mesi l’ha aiutata senza pretendere nè denaro nè nessun tipo di rapporto. Ormai quel mago è padrone della mente di Claudia, poichè questa non fa altro che eseguire gli ordini da lui dettati. Quello che Claudia intuiva nei suoi ordini era che se lei non li avesse eseguiti lei ne avrebbe pagato le conseguenze.
Il tempo in cui il mago non pretendeva niente però ben presto finì, in quanto egli disse a Claudia che se non avesse intrapreso con lui dei rapporti sessuali lei e la sua famiglia sarebbero morte. La paura spinse Claudia ad accettare questa paura. “La violenza è totale nella mente e nel corpo, ma Claudia la vive come un male necessario”.
Il vero scopo del mago è quello di sfruttare delle donne per poterne ricavare sesso e denaro. Le isolava, le allontanava dalla famiglia e le violentava sia mentalmente che fisicamente. Era questo il modus operandi del mago.
Claudia tiene nascosto a tutti quello che stava passando, come una doppia vita segreta. Piano piano le richieste del mago aumentano, infanni inizia a chiederle dei soldi, 5 milioni per volta. Claudia per soddisfare queste richieste non si concede più nulla cerca solo di risparmiare. Finalmente qualcuno si accorge di ciò che Claudia stava passando. A capirlo sono la sorella e il suo compagno, che riescono ad entrare nella stanza di Claudia dove trovano biancheria intima, oggetti esoterici e farmaci contro l’HIV.
Dopo dieci lunghi anni Claudia denuncia la sua situazione in questura. Lì viene affidata ad una polizziotta che si occupava di violenze sessuali a cui racconta tutto liberandosi di tutti quegli anni di prigionia.
Il mago, il cui vero nome è Girolamo Mazzoccoli, viene condannato a 15 anni di carcere per violenze sessuali, estorsione e truffa.
Dopo questa vicenda finalmente Claudia è tornata a vivere e lotta affinchè in Italia venga riconosciuto il reato di plagio, per gli altri, ma soprattutto per lei.
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