Amore Criminale – storia di Deborah
La seconda puntata di “Amore Criminale”, andata in onda su Rai 3 mercoledì 21 luglio, ci stupisce, in quanto non parla di una storia d’amore passionale tra due fidanzati o due coniugi, ma di una storia, sicuramente passionale, di amicizia. L’amicizia tra Deborah e Giulia. Amicizia non equilibrata, ma morbosa e alla fine anche crudele. Quest’amicizia si conclude nel 2006, quando viene ritrovato il corpo di Deborah. L’arma del delitto è stato un ferro da stiro con il quale Giulia ha colpito Deborah alla testa. Come testimone della vita di Deborah parla la mamma, con cui la ragazza aveva appena iniziato a ricostruire dei rapporti molto forti.
L’amicizia tra le due inizia a 17 anni in una scuola frequentata al fine di diventare cuoche. Sembra nascere qui un’amicizia forte, speciale, intensa. Giulia però dimostra da subito un atteggiamento dominante nei confronti dell’amica. La stessa Giulia che alla fine del processo sarà giustamente condannata per il delitto di Deborah.
Nella puntata di amore criminale, programma condotto da Camila Raznovich, viene raccontata tutta l’infanzia della giovane vittima, che non è stata protagonista di un’infanzia felice, poichè dominata dalla separazione dei genitori e da una grandissima assenza che avveniva a singhiozzi irregolari, quella della madre, che Deborah ha sempre sentito. Infatti, proprio nel periodo prima della sua morte, i rapporti madre figlia erano in netto miglioramento.
Uno degli episodi più tragici della vita di Deborah avviene in collegio, quando è stata violentata da quattro ragazze con un cucchiaio. Ragazze che in seguito furono assolte da questa accusa in quanto dichiarate incapaci di intendere e di volere.
Giulia, al contrario di Deborah, viene da una famiglia benestante. Il carattere di Giulia è molto forte, dominante, e lei si rivela essere molto furba, scaltra e pronta a tutto.
Deborah a 19 anni si fidanza e rimane incinta. Giulia non sopporta che avvenga ciò nella vita di Deborah ed inizia ad avere degli attegiamenti che Deborah non sopporta, ma quando l’amica le chiede di andare a dormire a casa sua il giorno del ventesimo compleanno di Deborah lei accetta. Questo però le sarà fatale.
La data della morte della giovane è il 16 settembre 2006. Quel giorno Deborah esce per andare a lavoro e dopo il lavoro decide di uscire con Deborah e altri amici, e tutti insieme decidono di andare alla festa del vino in un paesino vicino Torino. Giulia è in compagnia del suo pericoloso compagno con cui una settimana prima aveva compiuto una rapina e aggredito un fattorino.
Quella sera Giulia e Tony, il ragazzo di Giulia, prima di incontrarsi con gli altri amici, portano Deborah in una casa disabitata. In quella casa i due uccidono Deborah colpendola col ferro da stiro. Giulia cerca di inviare un messaggio dal cellulare dell’amica, cercando di crearsi un’alibi, ma questo tentativo è stato invano poichè sul cellulare non c’era credito. Giulia e il compagno dopo l’omicidio raggiungono gli amici senza dare spiegazioni. Solo in seguito i due saranno accusati del delitto. A chiamare la polizia è stata la mamma di Deborah che, non sentendo la figlia da quattro giorni, inizia a preoccuparsi.
Giulia anche davanti all’evidenza, continua a negare tutto. Mancano le prove, quindi la polizia mette sotto controllo in tutti i modi possibili Giulia e Tony. Grazie a questi mezzi e ad altre prove, come un articolo rilasciato da Giulia ad un giornale e il riconoscimento del fattorino dei suoi aggressori, Giulia e Tony, la settimana prima della morte di Deborah.
I due vennero arrestati e accusati. In quel momento l’unica cosa da capire era il grado di complicità nell’omicidio di Tony.
Giulia così è stata condannata a 20 anni di galera, mentre la sentenza su Tony è stata annullata per difetto di motivazione.
Così termina un’altra triste storia.
Viene crudamente raccontata ancora una volta in maniera eccezionale la morte di una ventenne con un figlio in grembo.
Storie da non dimenticare. Storia che fa rabbrividire. Storia che insegna.
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